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L’inibitore di RNase è una proteina ricombinante progettata per proteggere l’RNA dalla degradazione causata dalle ribonucleasi, enzimi estremamente diffusi e spesso responsabili della perdita di qualità nei campioni di RNA.
È indicato per laboratori di biologia molecolare, genetica, microbiologia, virologia, ricerca universitaria, diagnostica molecolare, biotecnologie e controllo qualità che lavorano con RNA e necessitano di preservarne integrità, qualità e affidabilità durante le fasi di manipolazione, preparazione e analisi.
Il prodotto inibisce specificamente le ribonucleasi A, B e C, legandosi a esse in modo non covalente con rapporto 1:1 e con elevata affinità. Questa azione consente di ridurre il rischio di degradazione dell’RNA in applicazioni sensibili come estrazione RNA, sintesi di cDNA, RT-PCR, RT-qPCR, trascrizione in vitro e preparazione di campioni per analisi molecolari.
L’RNA è una molecola particolarmente delicata e facilmente degradabile. Le RNasi possono essere presenti nell’ambiente di laboratorio, sulle superfici, nei puntali, nei tubi, nei reagenti o introdotte accidentalmente durante la manipolazione del campione.
L’inibitore di RNase aiuta a preservare l’integrità dell’RNA durante le fasi critiche del workflow, riducendo il rischio che il campione venga degradato prima dell’analisi.
Questa protezione è particolarmente importante quando il campione deve essere utilizzato in applicazioni downstream sensibili, dove anche una degradazione parziale può compromettere resa, specificità e interpretazione dei risultati.
In pratica: con l’RNA non si scherza. Lui si degrada appena sente aria di disordine sul banco.
Il prodotto è una proteina ricombinante che inibisce specificamente le ribonucleasi A, B e C. L’inibizione avviene tramite legame non covalente con le RNasi in rapporto 1:1, con forte affinità.
Questa modalità d’azione consente di neutralizzare RNasi che potrebbero compromettere l’integrità degli acidi ribonucleici durante preparazioni e reazioni enzimatiche.
È quindi un reagente utile da integrare nei protocolli in cui la protezione dell’RNA rappresenta un parametro critico.
L’inibitore di RNase è purificato da un ceppo di E. coli contenente un plasmide con il gene clonato codificante per l’inibitore della RNasi di mammifero.
Questa produzione ricombinante consente di ottenere un reagente specifico per il controllo dell’attività ribonucleasica nelle applicazioni di biologia molecolare.
La confezione indicata è da 2500 U, con referenza RNIN-001-2K5.
L’inibitore di RNase è particolarmente utile nei workflow che prevedono l’utilizzo di RNA come materiale di partenza.
Può essere impiegato in applicazioni come:
In tutte queste applicazioni, la qualità dell’RNA di partenza influenza direttamente l’affidabilità del risultato finale.
La referenza RNIN-001-2K5 è descritta come priva di eso- ed endonucleasi del DNA.
Questa caratteristica è importante nei workflow molecolari in cui è necessario limitare la presenza di attività nucleasiche indesiderate e preservare la qualità del materiale genetico durante la preparazione delle reazioni.
Il prodotto è disponibile nel formato da 2500 U, con referenza RNIN-001-2K5.
Questo formato è adatto a laboratori che eseguono regolarmente procedure su RNA, reazioni di retrotrascrizione o analisi molecolari sensibili alla degradazione ribonucleasica.
L’inibitore di RNase è indicato per:
| Caratteristica | Specifica |
|---|---|
| Prodotto | Inibitore di RNase |
| Referenza | RNIN-001-2K5 |
| Tipologia | Proteina ricombinante inibitrice di RNasi |
| Target inibiti | Ribonucleasi A, B e C |
| Meccanismo | Legame non covalente 1:1 con RNasi |
| Affinità | Ki > 10⁻¹⁴ M |
| Origine | Proteina purificata da ceppo di E. coli ricombinante |
| Caratteristica aggiuntiva | Privo di eso- ed endonucleasi del DNA |
| Confezione | 2500 U |
| Categoria | Biologia molecolare / Reagenti per biologia molecolare |
| Trasporto | COLD_TRANSPORT |
L’inibitore di RNase è una scelta ideale per laboratori che lavorano con RNA e necessitano di proteggere i campioni dalla degradazione enzimatica.
I principali vantaggi sono:
Rispetto a una manipolazione dell’RNA senza protezione specifica, l’utilizzo di un inibitore di RNase aiuta a ridurre il rischio di perdita del campione e migliora l’affidabilità delle applicazioni downstream.
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